Scuola

La ritirata del governo sulla riapertura delle scuole il 7 gennaio sembra non avere più limiti: la scelta di ridurre dal 75 al 50% la percentuale di attività che si svolgeranno in presenza nelle scuole superiori è stata soppiantata, a due giorni dalla scadenza, dalla decisione di rimandare l'apertura all’11 gennaio, apertura che, a sua volta, dovrà essere confermata dopo la valutazione dei dati nel prossimo week end. Già nelle ore precedenti questa ultima delibera governativa, diverse regioni si erano mosse autonomamente e, con un effetto a catena,  avevano annunciato lo spostamento della riapertura in Febbraio. Il caos e il disorientamento regnano sovrani, il governo appare sempre più incapace di gestire la situazione e la scuola, proprio quando viene abbandonata alla deriva,  diviene terreno primario di uno straniante e improvvido conflitto politico-istituzionale: per il regolamento di conti tra le forze politiche di governo così come per l’affermazione nei fatti di una balcanizzazione del paese parallela al processo di rafforzamento dei poteri della conferenza stato-regioni.

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I Governi di Germania, Francia, Irlanda, Olanda e persino del Regno unito varano forme più o meno intense di lockdown, ma salvaguardano il diritto all’istruzione; il Governo Conte PD- 5S- Leu con i DPCM del 25 ottobre e del 4 novembre chiude le scuole superiori e nelle zone rosse anche le due ultime classi delle medie. 

E’ evidente la scelta politica di sacrificare il diritto all’istruzione e/o la leggerezza con cui il Governo interviene, noncurante degli effetti duraturi di lungo periodo della c.d. didattica a distanzae/oGià con la prolungata chiusura dello scorso anno si sono registrati effetti negativi strutturali sulle capacità di apprendimento degli studenti e un regresso significativo nelle capacità cognitive di livello più alto, relative all’analisi dei singoli fenomeni, alla loro contestualizzazione, allo sviluppo dello spirito critico. Tali effetti sono stati registrati in tutti gli ordini di scuola, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Questa nuova chiusura, considerando anche la probabile reiterazione oltre il 3 dicembre, rischia di estenderli e renderli strutturali e irrecuperabili per un’intera generazione.

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  “Pandemie virali e contagi politici” è il titolo del nuovo libro di Piero Bernocchi. Pubblichiamo qui l’introduzione al volume. Oltre che nelle librerie, lo potrete richiedere all’editore Massari o alle sedi COBAS nelle varie città.

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A settembre 2020, come se non fosse accaduto nulla, la scuola, tutta la scuola, presentava le stesse condizioni degli anni precedenti:non è stato ridotto il numero degli alunni per classeper garantire un serio distanziamento; non sono stati assunti i precari, che anzi sono diventati circa 200.000 tra docenti e ATA; ci sono le stesse vecchie strutture, che nel 60/70% dei casi non rispettano le normative sulla sicurezza, anche quelle precedenti alla pandemia.Il trasporto pubblico non è stato potenziato:nei bus gli studenti sono stretti come sardine;nelle strutture sanitarie i posti Covid non solo non sono stati potenziati, ma addirittura tagliati, con premi ai dirigenti "meritevoli". Da marzo avevamo indicato gli interventi da attuare, e li avevamo messi al centro delle rivendicazioni delle mobilitazioni da maggio in poi. Ma il tempo a disposizione e la stessa pausa estiva con il calo dei contagi sono stati sciaguratamente sprecati.Ciononostante, grazie all’impegno di tutta la comunità scolastica, oggi le scuole sono il luogo meno insicuro per gli studenti in confronto a tutti gli altri: il rispetto delle norme sulla sicurezza è garantito dalla vigilanza di docenti e Ata, i contagi sono tra i più tracciabili rispetto all’esterno.

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 IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE DEVE ESSERE SEMPRE GARANTITO!

 Con un’ordinanza del 15 ottobre il presidente Vincenzo De Luca ha predisposto la chiusura delle Scuole di ogni ordine grado della regione Campania fino al 30 ottobre, facendo pagare a studenti e genitori, e in generale alla società tutta, le inefficienze e le incoerenze con cui Regione e Amministrazioni Locali stanno gestendo la pandemia azzerando i servizi educativi per l’infanzia e costringendo persino i bambini e le bambine della scuola primaria ma anche i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria alla alienante e didatticamente dannosa didattica a distanza. Appena si è diffusa la notizia, nel tardo pomeriggio, si è sollevata dai genitori e da tutto il mondo della Scuola un’ondata di indignazione per le motivazioni argomentate dal Presidente che avrebbe imposto questa decisione per fermare il diffondersi dei contagi Covid, mentre tutto il resto fuori dalle Scuole è aperto e sovraffollato. Una vera offesa all’intelligenza di tutti noi che abbiamo la certezza che la Scuola non è il covo del virus. Con la soluzione demagogica della chiusura delle scuole (mentre il tasso di positivi sulla popolazione scolastica è nettamente inferiore a quello dei positivi sull’intera popolazione della Campania), De Luca vuole nascondere la vera tragedia, quella di un sistema sanitario al collasso dopo anni di tagli e che fra pochi giorni non avrà più posti per degenti Covid.

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Investimenti rapidi: la scuola deve restare aperta senza se e senza ma
Il 26 settembre (ore 15) docenti, Ata, genitori, studenti in piazza a Roma

Malgrado il governo e la ministra Azzolina abbiano fatto, a chiacchiere, di tutto per rassicurare sul regolare avvio del nuovo anno scolastico, esso si è riaperto nella totale incertezza sia dal punto di vista didattico che sanitario. Nonostante il governo abbia avuto, dal giorno del lockdown a oggi, ben 6 mesi per varare un massiccio piano di investimenti per migliorare e mettere in sicurezza le strutture scolastiche, non c'è stato alcun finanziamento straordinariio serio, nessun recupero di strutture pubbliche dismesse per aumentare il numero delle aule, nè c'è stata la indispensabile riduzione significativa del numero di alunni/e per classe (non più di 15), le classi pollaio non sono affatto diminuite, anzi (la distanza di un metro boccale di fatto consente di avere nelle aule persino più alunne/i di quanto previsto dalla normativa vigente) e nemmeno  si è realizzato il conseguente aumento di docenti ed ATA (le ventilate 84.000 assunzioni sono ancora di là da venire); non è stato stabilizzato il personale precario e ci si è aggiunto anche il vergognoso pasticcio delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze pubblicate con una valanga di errori e conseguenti ricorsi; infine, i lavoratori/trici cosiddetti fragili, cioè con basse difese immunitarie e patologie croniche  a rischio, non hanno ancora avuto una prospettiva di un impiego con sufficienti margini di sicurezza. 

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Il 26 settembre in piazza a Roma docenti ed ATA, genitori e studenti (P.del Popolo, ore 15)

Il nuovo anno scolastico che sta per iniziare vede Ministero e Governo totalmente impreparati. Le condizioni materiali delle scuole sono sostanzialmente rimaste uguali al periodo precedente la pandemia, gli stessi nuovi arredi (banchi monoposto) arriveranno, forse, entro il mese di ottobre. I criteri di formazione delle classi sono rimasti invariati, con il paradosso dell’aumento delle classi pollaio per la mancanza di “ripetenti” in particolare nelle prime superiori, l’assunzione di nuovo personale docente e ATA non supererà, nella migliore delle ipotesi, le 40.000 unità, a fronte di un fabbisogno reale (nelle valutazioni più contenute) almeno quadruplo.

                                      
                                                                           

 

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Abbiamo vinto la nostra battaglia!!

L’art. 38 del contratto collettivo autoferrotranvieri non può obbligare ad aderire al Fondo Priamo i lavoratori che non lo vogliano!!

Consentenza n. 212 del 9 giugno 2020 il Tribunale di Firenze ha ritenuto che l’art. 38 non imponga alcun obbligo ai lavoratori che si rifiutano di aderire al Fondo Priamo. Il Giudice ha stabilito infatti che l’iscrizione è illegittima se il lavoratore chiede di non essere iscritto e ha ordinato la cancellazione dal Fondo Priamo dei lavoratori che hanno fatto ricorso.

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                                                                                                                RIAPERTURA ANCHE DELLE SCUOLE SUPERIORI ALMENO AL 50% E IN SICUREZZA

I ritardi e le inadempienze che hanno caratterizzato la cosiddetta “seconda ondata” della pandemia non hanno alcuna giustificazione. Sanità, scuola e trasporti, dopo l’estate, presentavano le medesime criticità. Tra aprile e maggio erano state avanzate precise richieste: 15 alunni per classe, assunzioni e ampliamento degli organici, nuovi spazi, potenziamento dei trasporti, tamponi e tracciamento; governo ed enti locali, però, non hanno fatto quasi nulla in estate e neanche a novembre-dicembre!

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RITENIAMO CHE SI DEBBA VOTARE NO A QUESTA IPOTESI DI ACCORDO PER NON
TROVARSI TRA QUALCHE ANNO STUPITI A CHIEDERSI COME SIA STATO POSSIBILE
ARRIVARE COSÌ IN BASSO.
COME FECERO NEGLI ANNI PASSATI LE GENERAZIONI PRECEDENTI,
È A NOI LAVORATORI E LAVORATRICI DI OGGI E NON AD ALTRI CHE SPETTA ADESSO
IL COMPITO DI DIFENDERE E ACCRESCERE DIRITTI E SALARI.

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21 novembre, manifestazioni in tutta Italia, a Roma P.del Popolo (ore 10-14)      

L’emergenza non può provocare discriminazioni tra i diritti delle persone, tra chi ha accesso a cure e reddito e chi ne è escluso/a. Così si accentuano le diseguaglianze sociali, economiche, culturali e di genere, si frantuma la società tra chi ha garanzie e sinecure di vario tipo e chi non ha né garanzie né difese economiche e sociali. Le crisi sanitarie, economiche e ambientali vanno affrontate con un piano unitario, che non lasci indietro nessuno/a, bloccando in particolare la disgregazione regionalistica.

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Il PERSONALE MEDICO, INFERMIERISTICO E DI SUPPORTO

 E’ SEMPRE PIU’ CARENTE!!!

Gli eroi sono sempre pronti per fronteggiare il problema, sì proprio quegli eroi sottopagati, a cui non è stato mai riconosciuto il giusto compenso retributivo, “merce”da utilizzare e tirar fuori e mettere in campo al momento del bisogno.

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Il COVID-19, oltre i lutti e le sofferenze, ha portato allo scoperto problematiche troppo a lungo ignorate. Ha evidenziato l’alto tasso di precarizzazione del lavoro e le disuguaglianze sociali in una prospettiva preclusa al miglioramento  occupazionale ed economico; 

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BASTA REGALI ALLE IMPRESE!

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Primo Piano

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Sono nati i COBAS dei noleggiatori con conducente. Gli NCC di Roma e provincia lo annunciano con una campagna pubblicitaria.

“Abbiamo deciso di metterci direttamente alla guida dei nostri diritti”, dice Giuseppe Fronda, tra i promotori di Cobas Ncc RomaPro “basta deleghe a carrozzoni sindacali, basta sperare che la soluzione di problemi della nostra categoria possano essere risolti dalla politica o dall’attuale Giunta.”

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Antisionismo + boicottaggio = resistenza all'occupazione israeliana.

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Il popolo Palestinese vive da oltre 50 anni sotto l'occupazione militare israeliana.

Le sofferenze indicibili, le terre espropriate, le migliaia di morti tra i suoi figli testimoniano il crimine contro l'umanità e accusano il mondo intero di complicità con i delitti israeliani.

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ANCORA INADEGUATA L’INIZIATIVA AZIENDALE PER LA MESSA IN ESSERE DI ATTI E PROCEDURE IDONEE A TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA DI TUTTI LAVORATORI DIRETTAMENTE COINVOLTI IN SERVIZI ALLA PERSONA. DIFFIDA!

Al Direttore Generale USL Toscana Centro

Dr Morello

Facendo seguito alla circolare del Ministero della Salute del 22 Febbraio 2020 e visti i crescenti casi di infezione da COVID-19, dichiarata dal Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, in qualità di delegati RSU COBAS P.I. e come Federazione COBAS P.I.  siamo a richiedere

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Tutte le foto del presidio contro l'arroganza della Sacra Famiglia che vuole imporre 2 ore a settimana di lavoro in più a tutti
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.152165239563502&type=3

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IL COBAS LAVORO PRIVATO NON HA SIGLATO L’ACCORDO PER IL CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE
RIGUARDANTE LAVORATRICI E LAVORATORI DEI MAGAZZINI APPALTO GEODIS YOOX DI INTERPORTO BOLOGNA, SIGLATO IL
31 MAGGIO 2019 DA CGIL E UIL.

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5xmille

Con il 5 x mille ad Azimut dai un contributo ai progetti nazionali ed  internazionali dei Cobas

Associazione Azimut onlus Codice Fiscale: 97342300585

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Interrompere la produzione delle bombe

e impedire l'espansione della fabbrica RWM in Sardegna

è più urgente che mai!

RWM si appresta infatti ad ultimare i nuovi impianti

per triplicare la produzione e nello stesso tempo

si adopera con ogni mezzo per reprimere il dissenso.

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“Tutti i nodi vengono al pettine” E di nodi la sanità italiana ne ha accumulati tanti in questi ultimi decenni!

Tagli indiscriminati di personale e posti letto negli ospedali pubblici, perpetrati, negli anni passati, da governi ora di destra ora di sinistra a favore di una sanità privata e di interessi prettamente speculativi hanno distrutto l’eccellente sistema sanitario italiano riducendone le capacità assistenziali e negando il lecito diritto alla salute a tutti i cittadini.

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Venerdì 13 novembre SCIOPERO per la difesa della salute e la sicurezza sul posto di lavoro

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Il 14 settembre, nella maggior parte delle scuole, si tornerà in classe. Governo e ministra Azzolina hanno fatto di tutto per rassicurare sul regolare avvio del nuovo anno scolastico che, al contrario, si riaprirà nella totale incertezza sia dal punto di vista didattico che sanitario. Cosa ha fatto il governo, dallo scorso mese di marzo, per evitare di trovarci oggi in una tale situazione? Pur consapevoli dei problemi endemici che caratterizzano la scuola italiana, riteniamo che il governo abbia fatto poco e male. Nessun massiccio piano di investimenti per migliorare e mettere in sicurezza le strutture scolastiche, nessun recupero di strutture pubbliche dismesse per aumentare il numero delle aule.

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In questi tre mesi di pandemia il governo ha costantemente snocciolato cifre relative alla distribuzione di milioni di euro tali da dare la sensazione di vivere in una " lotteria Italia", che però come una “lotteria" premia in modo diseguale e non vede tutti beneficiari".

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MA INTANTO IL MINISTERO TAGLIA LE CLASSI

 Da diverso tempo la Ministra Azzolina approfitta di ogni occasione pubblica per dichiarare la propria contrarietà alle“classi pollaio”e la sua disponibilità a eliminarle. Nell'attuale contesto emergenziale la situazione assume connotati ulteriormente preoccupanti, derivanti dalla necessità ineliminabile di quel“distanziamento”che è considerato l'unico presupposto sicuro per impedire il diffondersi del contagio da coronavirus.

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Non Ripartiremo tutti sulla stessa barca

FIRENZE 30 Maggio i COBAS tra i promotori di una inziativa post emergenza.

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Sull’emergenza COVID-19, a distanza ormai di quasi 4 mesi dalla sua insorgenza, che ha impattato duramente il nostro SSN, possiamo oggi fare delle riflessioni più approfondite e trarne le prime conclusioni.

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Contro il precariato a vita

Il 28 aprile sulla Gazzetta Ufficiale sono stati pubblicati i bandi dei concorsi per la scuola.

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Congedo parentale per i figli con età inferiore ai 12 anni e “bonus baby-sitter”

Il decreto riconosce per l’anno 2020 a decorrere dal 5 marzo, a tutti idipendenti pubblici con figli di età non superiore ai 12 anni e/o con disabilità accertataun periodo di congedo (continuativo o frazionato) pari a 15 giorni.Per questo periodo viene riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione.

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IL CARCERE AL TEMPO DEL COVID-19

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L’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, derivata dai crescenti casi di infezione da COVID-19 Coronavirus, che sta investendo in questi giorni l’Italia, ha messo in forte allarme la popolazione e a cascata il governo e le opposizioni.

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