genova 2021
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Oggi abbiamo scioperato contro i quiz Invalsi nella Scuola Primaria e manifestato in varie città, con il sostegno della coalizione Priorità alla scuola, perché, come sosteniamo fin dall'apparire di questa "americanata", riteniamo inutili e dannosi i quiz, con l'aggravante quest'anno del grottesco mantenimento dell'impianto malgrado la pandemia e il fatto che gli alunni/e hanno perso tanti mesi di scuola vera, lasciati in balia di quel pessimo surrogato che è la didattica a distanza, e richiamati in presenza solo per svolgere i quiz, evidentemente ritenuti più importanti della didattica quotidiana.
Invece di lavorare perché nel prossimo anno scolastico si possano frequentare regolarmente le lezioni (abolizione delle classi pollaio, assunzioni di Docenti e ATA, investimenti nell’edilizia scolastica e potenziamento dei trasporti) il Ministero ci ha riproposto l'inaccettabile rito, ora ancor più assurdo e surreale di sempre. Per dire cosa? Che gli studenti sono indietro con gli apprendimenti? Che il divario degli apprendimenti si è ulteriormente allargato a seconda delle famiglie di provenienza? Contro tutto questo hanno protestato oggi a gran voce alcune migliaia di docenti, Ata, genitori (molti/e dei quali non hanno mandato i figli a scuola a fare i quiz) e bambini/e della Primaria che hanno scioperato e sono scesi in piazza in varie città italiane.

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Il 6 maggio sciopero COBAS nella Primaria

Nonostante la pandemia, nonostante le attività scolastiche siano state svolte con quel surrogato di cattiva qualità che è la DAD o abbiano proceduto a singhiozzo e in condizioni tutt’altro che normali (continue quarantene di docenti e studenti), il rito dei quiz Invalsi continua anche nell’anno della pandemia. Il Ministero ha cancellato le prove dalle classi seconde delle superiori, ma ha deciso di mantenerle alla primaria, alle medie e in quinta alle superiori. Abbiamo dovuto assistere a studenti prima lasciati in DAD per un anno e mezzo e poi richiamati in presenza solo per svolgere i quiz evidentemente ritenuti dal Ministero molto più importanti della didattica quotidiana.

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 A Roma a P. Montecitorio (ore 15)

“Bisogna riassaporare il gusto del futuro” ha detto Draghi illustrando il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per l'accesso ai 200 miliardi del Next Generation Eu. Il “futuro”, di cui parla Draghi, può mai essere accettato quando sappiamo che è stato disegnato da un piccolo gruppo di “esperti”, e che viene presentato al Parlamento cinque giorni prima del suo invio all'Unione Europea, senza nessun coinvolgimento della società? La risposta è ovviamente un secco NO: non c'è futuro senza una democrazia reale e partecipativa, nella quale tutti/e concorrano a decidere quale modello di società è il più utile e necessario.

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Nei giorni scorsi il ministro Bianchi ha preso la decisione di annullare per quest'anno le prove standardizzate Invalsi nelle classi seconde delle scuole secondarie di secondo grado. La decisione prende atto della difficile situazione delle scuole e del tormentato anno didattico che è stato vissuto con grande fatica da studenti, insegnanti e genitori, rendendo decisamente fuori luogo la somministrazione di test come se tutto fosse come due anni fa. E' evidente che le prove che sono state elaborate per raccogliere dati in una situazione di normale didattica non possono essere ragionevolmente proposte nel contesto presente. Se però appare assennata e condivisibile la decisione per queste classi, risulta francamente incomprensibile la conferma contestuale di tutte le altre prove Invalsi, quelle rivolte ai maturandi, agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, alle bambine e ai bambini di quinta e seconda elementare. Da una parte osserviamo una presa d'atto della drammaticità dell'emergenza che la scuola italiana sta vivendo, ma allo stesso tempo risulta evidente un'ostinazione burocratica a confermare nei marosi della pandemia i rigidi assolvimenti della scuola pre-pandemica.

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Il governo Conte-bis si è dissolto in tempi rapidissimi. A sostituirlo, Mattarella ha chiamato il “salvatore della Patria” Mario Draghi, per ripetere l’exploit del salvataggio dell’euro con il suo “whatever it takes”. Tutti i poteri del Paese gli hanno reso omaggio: ma l’incoronazione a “sovrano" sarà duratura o la "luna di miele" svanirà davanti alle prime decisioni serie? Certo, questo Draghi non è quello che nel 2011 intimava a Berlusconi durissima austerità e tagli, provocandone la sostituzione con il tecnocrate “lacrime e sangue” Mario Monti. Tra i due Mario c’è la stessa differenza esistente tra la disastrosa politica di austerità e di blocco della spesa pubblica imposti allora dall’Unione Europea, e l’attuale politica espansiva, con la centralità della spesa pubblica  per far ripartire l’economia, svolta i cui maggiori artefici sono stati proprio Draghi e Angela Merkel.

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Intervento di Piero Bernocchi
all'Assemblea nazionale di Genova 2021 (19 luglio)
https://vimeo.com/578435494

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Intervento di Anna Grazia Stammati
all'Assemblea nazionale di Genova 2021 (19 luglio)
https://vimeo.com/578470452

stammati

Intervento di Alessandro Palmi
all'Assemblea nazionale di Genova 2021 (19 luglio)
https://vimeo.com/578441286

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Piero Bernocchi al Secolo XIX 16 luglio

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"Intervista di Piero Bernocchi a 'Il Riformista' 17 luglio'

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Piero Bernocchi al Secolo XIX 20 luglio

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                                                                                                                RIAPERTURA ANCHE DELLE SCUOLE SUPERIORI ALMENO AL 50% E IN SICUREZZA

I ritardi e le inadempienze che hanno caratterizzato la cosiddetta “seconda ondata” della pandemia non hanno alcuna giustificazione. Sanità, scuola e trasporti, dopo l’estate, presentavano le medesime criticità.

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RITENIAMO CHE SI DEBBA VOTARE NO A QUESTA IPOTESI DI ACCORDO PER NON
TROVARSI TRA QUALCHE ANNO STUPITI A CHIEDERSI COME SIA STATO POSSIBILE
ARRIVARE COSÌ IN BASSO.
COME FECERO NEGLI ANNI PASSATI LE GENERAZIONI PRECEDENTI,
È A NOI LAVORATORI E LAVORATRICI DI OGGI E NON AD ALTRI CHE SPETTA ADESSO
IL COMPITO DI DIFENDERE E ACCRESCERE DIRITTI E SALARI.

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Il PERSONALE MEDICO, INFERMIERISTICO E DI SUPPORTO

 E’ SEMPRE PIU’ CARENTE!!!

Gli eroi sono sempre pronti per fronteggiare il problema, sì proprio quegli eroi sottopagati, a cui non è stato mai riconosciuto il giusto compenso retributivo, “merce”da utilizzare e tirar fuori e mettere in campo al momento del bisogno.

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Il COVID-19, oltre i lutti e le sofferenze, ha portato allo scoperto problematiche troppo a lungo ignorate. Ha evidenziato l’alto tasso di precarizzazione del lavoro e le disuguaglianze sociali in una prospettiva preclusa al miglioramento  occupazionale ed economico; 

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BASTA REGALI ALLE IMPRESE!

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Primo Piano

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Sono nati i COBAS dei noleggiatori con conducente. Gli NCC di Roma e provincia lo annunciano con una campagna pubblicitaria.

“Abbiamo deciso di metterci direttamente alla guida dei nostri diritti”, dice Giuseppe Fronda, tra i promotori di Cobas Ncc RomaPro “basta deleghe a carrozzoni sindacali, basta sperare che la soluzione di problemi della nostra categoria possano essere risolti dalla politica o dall’attuale Giunta.”

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Antisionismo + boicottaggio = resistenza all'occupazione israeliana.

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Il popolo Palestinese vive da oltre 50 anni sotto l'occupazione militare israeliana.

Le sofferenze indicibili, le terre espropriate, le migliaia di morti tra i suoi figli testimoniano il crimine contro l'umanità e accusano il mondo intero di complicità con i delitti israeliani.

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5xmille

Con il 5 x mille ad Azimut dai un contributo ai progetti nazionali ed  internazionali dei Cobas

Associazione Azimut onlus Codice Fiscale: 97342300585

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Il Telefono Viola ammesso come parte civile al processo per la morte di Mattia Giordani. I COBAS sostengono l’associazione

Venerdì 21 maggio, si è svolta a Pisa la prima udienza per la morte di Mattia Giordani, il giovane ventisettenne di Calci (PI) che nel 2018 rimase soffocato per un blocco della glottide, causato dall'uso massiccio di psicofarmaci somministratigli dagli psichiatri della Stella Maris, farmaci che avevano già in precedenza causato episodi di soffocamento, senza che i genitori ne fossero a conoscenza. 

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COBAS-PI-Sanita-Draghi-Pandemia-NextGenEU
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Il 7 febbraio u.s. è stato firmato il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro per l’industria metalmeccanica. I sindacati firmatari Fim-Fiom-Uilm lo presentano ovviamente come un accordo positivo sia dal punto di vista economico sia normativo, magnificando un aumento consistente pari al 75% della richiesta iniziale,  la riclassificazione del personale con una nuova declaratoria che riduce i livelli eliminando il precedente livello più basso e aumenta le buste paga dei lavoratori in ingresso più alcune altre “migliorie” relative alla previdenza complementare ed al cosiddetto welfare aziendale. Vogliamo qui valutarlo cercando di essere asciutti e oggettivi.

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“Tutti i nodi vengono al pettine” E di nodi la sanità italiana ne ha accumulati tanti in questi ultimi decenni!

Tagli indiscriminati di personale e posti letto negli ospedali pubblici, perpetrati, negli anni passati, da governi ora di destra ora di sinistra a favore di una sanità privata e di interessi prettamente speculativi hanno distrutto l’eccellente sistema sanitario italiano riducendone le capacità assistenziali e negando il lecito diritto alla salute a tutti i cittadini.

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Venerdì 13 novembre SCIOPERO per la difesa della salute e la sicurezza sul posto di lavoro

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In questi tre mesi di pandemia il governo ha costantemente snocciolato cifre relative alla distribuzione di milioni di euro tali da dare la sensazione di vivere in una " lotteria Italia", che però come una “lotteria" premia in modo diseguale e non vede tutti beneficiari".

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Sull’emergenza COVID-19, a distanza ormai di quasi 4 mesi dalla sua insorgenza, che ha impattato duramente il nostro SSN, possiamo oggi fare delle riflessioni più approfondite e trarne le prime conclusioni.

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Congedo parentale per i figli con età inferiore ai 12 anni e “bonus baby-sitter”

Il decreto riconosce per l’anno 2020 a decorrere dal 5 marzo, a tutti idipendenti pubblici con figli di età non superiore ai 12 anni e/o con disabilità accertataun periodo di congedo (continuativo o frazionato) pari a 15 giorni.Per questo periodo viene riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione.

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