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Contro il decreto Salvini e l’ignobile politica razzista e fascistoide del governo Lega-5Stelle, costruiamo una grande manifestazione nazionale

E così Salvini e la Lega, con la piena compartecipazione dei 5 Stelle, hanno ottenuto, senza dover aspettare l’approvazione in Parlamento, l’immediata applicazione del loro infame “decreto in-sicurezza” grazie a magistrati che in tutta evidenza condividono pienamente l’ignobile clima razzista e forcaiolo imposto dal governo. Così l' aggressione ai migranti viene mixata con la repressione brutale di chi li aiuta e sperimenta vie positive per l’accoglienza degli ultimi/e della Terra. L’arresto di Mimmo Lucano, sindaco di Riace per tre legislature, è sostenuto da accuse grottesche di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e illecito nell'affidamento dei rifiuti, per la cui raccolta e smaltimento Riace ha avviato un’altra esperienza innovativa ed efficace.

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Costruiamo una grande manifestazione nazionale sostenuta dalla più ampia alleanza anti-liberista, anti-razzista, anti-autoritaria

 Pur se in linea con l’intollerabile politica anti-migranti e “per l’ordine e la sicurezza” del decreto Minniti e dei governi PD, l’ignobile decreto “in-sicurezza”, intestato a Salvini e alla Lega ma sostenuto dai 5 Stelle, costituisce un assalto senza precedenti contro il diritto di asilo dei migranti, e accentua ulteriormente il messaggio razzista e xenofobo con il quale il nuovo governo si è caratterizzato finora, alimentando odio e rancore verso i più deboli, coloro che giungono in Italia in cerca di un po’ di pace, lavoro, giustizia sociale. E mentre distrugge fondamenta plurisecolari del vivere civile, il decreto aggredisce preventivamente, programmando una sorta di “Stato di polizia”, chiunque vogliamanifestare la propria opposizione con iniziative di piazza, occupazioni di case, conflittualità sociale, politica, sindacale. Riassumiamo innanzitutto i punti più intollerabili della demolizione del diritto/dovere di asilo e di accoglienza per i migranti.

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PROFEZIA  O  MINACCIA ?

In Granarolo è avvenuto un fatto inaccettabile, un onesto lavoratore (padre di 2 figli) che in 18 anni di lavoro non ha mai subito un richiamo disciplinare è stato licenziato su due piedi, senza che la direzione tenesse nel minimo conto né dell’assenza di precedenti né quanto era emerso a sua difesa.

Ma perché Salvatore è stato buttato via dall’azienda come se fosse una scarpa rotta?

La storia comincia quando Salvatore, insieme ad altri lavoratori e lavoratrici, decide di dare vita ai Cobas in Granarolo; come è nel suo carattere e nella sua storia si butta nell’impresa con la sua volontà di impegnarsi nella lotta per difendere gli interessi ed i diritti dei dipendenti.

          

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IL 21 OTTOBRE A NAPOLI ASSEMBLEA NAZIONALE PER DECIDERE COME PROSEGUIRE LA LOTTA PER UN LAVORO STABILE E ADEGUATAMENTE RETRIBUITO

L'11 settembre, dalle 9 fino a pomeriggio inoltrato, migliaia di precari/e hanno manifestato davanti a Montecitorio in occasione del dibattito parlamentare sul Decreto Milleproroghe. In tale decreto era prevista una misura che riconosceva il diritto dei/delle precari/e abilitati/e ad essere inseriti/e in una graduatoria per la progressiva assunzione in ruolo.

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A Roma, manifestazione unitaria al Parlamento, P. Montecitorio, dalle 9 alle 14

L’emendamento al  decreto “mille proroghe” , approvato dal Senato il 3 agosto scorso, offre al l’intero movimento dei/delle precari/e della scuola l’occasione per ritrovare la compattezza e l’unità purtroppo mancata spesso in passato e fondamentale per vincere la battaglia per il riconoscimento del diritto ad un lavoro stabile e adeguatamente retribuito. Tale emendamento può essere oggetto di diverse critiche, ma riteniamo che possa costituire un primo passo verso l’affermazione di tale diritto.

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DIRITTO AL RUOLO

Per una ripresa delle lotte dei precari

Nel 1989 la legge 417 riconosceva per la prima volta, dopo anni di lotte dei precari, il diritto all'immissione in ruolo attraverso l'istituzione di una graduatoria di docenti in possesso di abilitazione e di 2 anni di servizio.

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Crolla il bluff “né di destra né di sinistra, né fascisti né antifascisti” dei 5 Stelle: è un governo reazionario, xenofobo, razzista, sessista e omofobo, quello di fatto guidato da Salvini.

Hanno tuonato per anni contro i presidenti del Consiglio non eletti e poi hanno installato un “signor Nessuno” senza alcuna autonomia; avevano strepitato contro gli accordi tra Renzi e Berlusconi e hanno stipulato un “contratto” tra partiti che si sono demonizzati per anni; avevano strillato per gli “inciuci” contro il popolo sovrano, ed hanno incollato al governo due partiti presentatisi agli elettori in schieramenti contrapposti. Ma questo sarebbe solo l’ennesima dimostrazione dell’ultrasecolare trasformismo italico, se poi il tutto non si fondasse sul programma della Lega, forza dominante di un governo che, oltre a storici rappresentanti della “casta” come Savona, Moavero e Tria, propone figure di bassissimo profilo che dovranno  eseguire il programma di una formazione reazionaria, in perfetta sintonia con l’ultra-destra di Le Pen, Orban, dei governi polacchi ed austriaci. Si tratta di una versione moderna del nazionalismo reazionario che non abbisogna più di dittature ma che propone in tutta Europa chiusure nazionalistiche, sovranismo velleitario, xenofobia, odio verso i “negher”, sessismo, omofobia, disprezzo della cultura, del sapere, della conoscenza competente, culto delle armi e della sottomissione del debole e del “diverso”; con in più l’ultra-liberismo e il mito della “fabbrichetta”, del “farsi da sé” sulla pelle degli altri e del non pagare le tasse.

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Un Pronto Soccorso contro le violenze e il mobbing nei confronti dei/delle docenti

Ultime notizie dalle scuole. 1) All’elementare Leopardi di Napoli, mamma-tigre aggredisce a cazzotti la maestra che le aveva sgridato il pargoletto: la maestra sviene ed è ricoverata in ospedale per trauma cranico. L’assatanata mammina rivendica davanti al preside l'accaduto, spalleggiata da altrettanto sciagurati parenti prontamente accorsi. 2) Al liceo classico Carducci di Viareggio una insegnante mette un 4 ad una studentessa, che chiama in soccorso un’altra mamma-tigre, che viene fatta entrare a scuola e aggredisce la professoressa colpevole dello “sgarro” . Anche qui ricovero ospedaliero per la prof e grande sconcerto di preside e colleghi/e.

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FERMIAMO IL PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO ED IL TAGLIO DEI SALARI, L’AUMENTO DELLA PRECARIETÀ, I LICENZIAMENTI, L’ABBATTIMENTO DELLE TUTELE SU SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI.

                        NO ALLE LE PRIVATIZAZIONI – SI AD UN SERVIZIO PUBBLICO DI QUALITÀ

Dopo il pesante deterioramento delle condizioni di lavoro che ha colpito in questi anni anche i lavoratori dei Trasporti a causa di Ccnl e accordi al ribasso, firmati i questi anni da sindacati confederali e autonomi reggicoda, per compiacere i padroni e consolidare la propria struttura di potere, i falsi alfieri dei lavoratori, in accordo con aziende e istituzioni, stanno perseverando in un attacco devastante del diritto di dissenso e di sciopero dei lavoratori.

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1190 liste presentate (270 in più rispetto al 2015), 20720 voti (3400 in più, +20%), 20% di voti in media nelle 1190 scuole e 2.6% in assoluto (+0,4%), 645 RSU elette (+55)

Le cifre della crescita dei COBAS in queste elezioni RSU della Scuola, rispetto alle precedenti del 2015, sono inequivocabili. Però, nella valutazione va fatta un’indispensabile premessa: l’attuale meccanismo per stabilire la rappresentatività nazionale è un’autentica truffa. Per determinarla, in qualsiasi sistema elettorale al mondo, politico o sindacale, si vota su liste nazionali e qualsiasi cittadino/a o lavoratore/trice si può esprimere. E così è stato per decenni anche nella scuola italiana fino a quando, per impedire la crescita dei COBAS e del sindacalismo conflittuale, è stata imposta la valutazione sulla base delle liste RSU di scuola. Cosicché un lavoratore/trice può votare per un sindacato solo se quest’ultimo ha presentato nella scuola un candidato/a disposto a fare il sindacalista di istituto.

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Il governo, vecchio o nuovo, restituisca con un decreto la garanzia del posto di lavoro alle maestre che degnamente insegnano con salari miserabili e classi sempre più impegnative

Il divieto di manifestare a Montecitorio, in occasione dell’insediamento delle nuove Camere, aveva gravemente deluso le maestre/e che volevano inviare ai nuovi/e deputati e senatori un messaggio forte e chiaro affinché venga loro restituita  la sicurezza del posto di lavoro, guadagnata in tanti anni  di precariato mal retribuito. La manifestazione, autorizzata in precedenza, era stata vietata all’ultimo momento dalla questura,forse per un intervento del ministro degli Interni che non ha voluto “turbare” la prima giornata dei neo-eletti/e, “recintando” il Parlamento con un’ampia zonaoff limitsper ogni sorta di protesta. Ciò malgrado, oltre un migliaio di maestre/e, con le bandiere dei COBAS e degli altri sindacati promotori dello sciopero di oggi, hanno circondato e assediato per cinque ore il MIUR, ribadendo con forza, dopo tre scioperi nell’arco di due mesi e altrettante manifestazioni nazionali, la loro protesta contro l’iniqua e assurda sentenza del Consiglio di Stato e le loro richieste, da presentare ai nuovi parlamentari e al governo che verrà (o a quello in carica, se il “ricambio” dovesse tardare).

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L’iniziativa si terrà al MIUR (V.le Trastevere) dalle 9.30.

Il 23 marzo, in occasione dell’insediamento delle Camere e del parere dell’Avvocatura di Stato sull’iniqua sentenza del Consiglio di Stato contro le maestre/i diplomate magistrali (DM),abbiamo indetto,come pure altre organizzazioni,lo sciopero nella scuola Primaria e dell’Infanzia: e in tale giornata volevamo manifestare davanti al Parlamento per inviare ai/alle nuovi/e deputati e senatori un messaggio forte e chiaro affinché vengano restituiti a decine di migliaia di maestre/i il diritto a insegnare e la sicurezza del posto di lavoro che si sono guadagnati in anni e anni di precariato mal retribuito. Ma la manifestazione, autorizzata in precedenza, è stata vietata all’ultimo momento dalla questura,forse per un intervento del ministro degli Interni che non ha voluto “turbare” la prima giornata dei neo-eletti/e, decidendo di “recintare” il Parlamento con un’ampia zonaoff limitsper ogni sorta di protesta.

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Zingaretti e la sua Giunta continuano a far finta di nulla ma sono loro i diretti responsabili dell’ingiustizia che si sta consumando in queste settimane sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori precari che operano da decenni nei CUP, nei ReCUP e nei Servizi Ammministrativi della Sanità della Regione Lazio.

Zingaretti, Presidente della Regione Lazio dal 2013 e Commissario ad acta per la Sanità, è il diretto responsabile delle irregolarità che si stanno verificando nell’esecuzione della gara centralizzata per il cambio appalto nei servizi CUP e amministrativi.

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Primo Piano

Servizio del TG3 LAZIO sullo sciopero convocato il 12 settembre e che ha visto una manifestazione con centinaia di lavoratori e lavoratrici sotto la Regione Lazio in concomitanza al Consiglio

https://www.youtube.com/watch?time_continue=35&v=fGZdCXbAzMo

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BASTA con l’esportazione di bombe fuorilegge  verso l’Arabia Saudita.

MERCOLEDI’ 19 SETTEMBRE 

A PARTIRE DALLE ORE 11

PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA DAVANTI ALL’AMBASCIATA SAUDITA A ROMA (via G. B. Pergolesi n. 9)

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LA CASSAZIONE il 20 giugno 2018 CONDANNA MEDICI E INFERMIERI

(ma solo per sequestro di persona)

Il nostro pensiero va a Franco e a tutte le vittime

morte a causa del Trattamento Sanitario Obbligatorio

Il Telefono Viola continua la propria battaglia contro l’aberrante residuo manicomiale

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Tentare di ricercare e comprendere un possibile filo conduttore all’interno della gestione di ATAC è impresa impossibile.

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Con il 5 x mille ad Azimut dai un contributo ai progetti nazionali ed  internazionali dei Cobas

Associazione Azimut onlus Codice Fiscale: 97342300585

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I Cobas del Pubblico Impiego crescono nelle Asl e negli ospedali, mantengono e si rafforzano negli Enti Locali e nei Ministeri, con aumento di voti e delegati RSU.

Pur in pieno regime di apartheid  sindacale, con agibilità e diritti inesistenti, senza nessuno spazio e diritto di parola e senza la possibilità di confronto con i lavoratori e lavoratrici nelle assemblee, il cui diritto da sempre ci è negato, e nonostante gli ultimi pessimi rinnovi contrattuali, basati su “mollichelle” salariali e inasprimento di norme disciplinari e giuridiche, verso cui i lavoratori si sono assuefatti incondizionatamente, i Cobas del Pubblico Impiego, in questa tornata elettorale, tengono dove sono presenti e rafforzano il loro insediamento.

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Alle elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie presso la società Comdata di Torino i Cobas registrano una notevole affermazione risultando il primo sindacato in azienda, eleggendo due delegati Rsu su sei e ben due Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza su tre.

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FCA Italy ha  ormai programmato e deciso un drastico e irreversibile taglio delle produzioni e degli stabilimenti, con la conseguente espulsione di migliaia di lavoratori.  Questa volta tocca a Mirafiori essere la prima vittima di questo percorso terminale e in tempi anche abbastanza brevi.

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Nella giornata odierna è da sottolineare la manifestazione, andata molto bene e partecipata, a Firenze sotto la Regione Toscana, dove una delegazione dei Cobas, di  lavoratori e precari è stata ricevuta in Assessorato Sanità ed ha avuto l’assicurazione formale di un piano di stabilizzazione dei precari per il triennio 2018-2020 e risorse aggiuntive accessorie per il contratto sanità che proprio oggi, guarda caso, è stato siglato dai confederali, in forma di “preintesa”.

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L'Esecutivo Nazionale dei COBAS della Scuola, a proposito dell'intollerabile e demenziale linciaggio mediatico e politico-elettorale che ha colpito l'insegnante Lavinia Flavia Cassaro, condivide la presa di posizione del gruppo che si autodefinisce ironicamente delle "Cattive Maestre", che riportiamo qui di seguito e di cui auspichiamo la massima diffusione. In punta di diritto l'auspicato - da massmedia e politici – licenziamento é letteralmente fuori dal mondo: qualsiasi giudice cancellerebbe un provvedimento del genere. L'uscita di Renzi e di qualche altro politico minore è da squallida campagna elettorale, in linea con tutta la penosa propaganda dei principali partiti nelle ultime settimane: ma un conto sono le sparate per raccattare qualche voto in più, un conto i licenziamenti che dovrebbero poi passare sotto il naso di un giudice.

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 I COBAS SI APPRESTANO A INDIRE UNO SCIOPERO DI TUTTI I LAVORATORI !!!

Dopo 9 anni di blocco, il Governo Gentiloni ritarda il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro del comparto sanità stanziando risorse irrisorie.

Con la complicità dei sindacati Cgil-Cisl-Uil, autonomi, professionali e corporativi, ha già rinnovato il Contratto delle Funzioni Centrali, che ha fatto da apripista a tutti gli altri settori del pubblico impiego, rinunciando ad erogare i dovuti arretrati economici causa della “vacanza contrattuale”.

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La bieca censura di Forza Nuova e l’insulsa teoria del complotto

La povertà educativa che emerge dalla mozione presentata dal consigliere di Forza Nuova del Comune di Trieste, contro il Convegno organizzato dal CESP- Centro Studi per la Scuola Pubblica e da Red-Rete educare alle differenze, sul tema“Che genere di scuola: educazioni differenti per una società plurale”, il 20 aprile scorso, e che la giunta ha accolto per mano del vicesindaco, l’8 ottobre, è degna dell’oscurantismo culturale di cui Forza Nuova è promotrice.

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DIFENDERE IL MODELLO RIACE

Mimmo Lucano, sindaco di Riace, è stato arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per la gestione dei rifiuti per chiamata diretta.

Responsabile d’aver dato un tetto, un pasto, un documento a qualsiasi migrante transitato a Riace.

Responsabile d’aver fatto raccogliere i rifiuti del paese a due riacesi, un immigrato e un asino.

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Mercoledì 26 settembre 2018 sciopero intero turno

per tutti i dipendenti delle società Capodarco, Maggio 82, Pingo, Il Solco, NTA, Camus, GPI, Mimosa, In Opera, SDS che gestiscono in appalto i servizi Cup – Recup – servizi amministrativi delle Aziende Sanitarie e ospedaliere della Regione Lazio
(sono esclusi dallo sciopero i dipendenti applicati ai servizi CUP delle ASL RM 1 e RM 2delle società GPI, Consorzio Lavoro Ambiente, In Opera, Sol.co Consorzio Cooperativo, NTA ed SDS).

Manifestazione dalle ore 10 - sotto il MISE in Via Molise

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Il 12 settembre diverse centinaia di lavoratrici e lavoratori precari dello sportello telefonico ReCUP, dei CUP e dei servizi amministrativi presso le ASL e le strutture ospedaliere del Lazio hanno manifestato presso la sede del Consiglio della Regione Lazio per chiedere alla Giunta Zingaretti la fine di decenni di precariato, discriminazione e sfruttamento e l’avvio di un percorso reale di stabilizzazione e internalizzazione di tutto il personale precario delle Società Capodarco, Maggio 82, Pingo, Il Solco, NTA, Camus, GPI, Mimosa, In Opera, Sds.

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Martedì 17 luglio sciopero dei lavoratori CAPODARCO e manifestazione sotto la Regione Lazio

Il 17 luglio 2018 sciopereranno per l’intero turno le lavoratrici e i lavoratori dei servizi CUP, ReCup e servizi amministrativi presso le aziende sanitarie della Regione Lazio e manifesteranno dalle ore 10 sotto la Regione Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi. Ivana (età 56 anni, 13 anni), Alessandro (51 anni, 15 anni di anzianità), Gabriella (51 anni, 12 anni di anzianità) hanno iniziato oggi lo sciopero della fame per denunciare la condizione di precarietà che sono costretti a subire da ormai da troppi anni.

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Le Maestre/i diplomate/i magistrali (DM) in lotta chiedono un incontro urgente al Miur e alla VII Commissione della Camera e del Senato

Sul sito del Governo si annuncia l'intenzione di utilizzare il comma 1 dell'art. 14 della legge 669/1996, che consente l'applicazione esecutiva di sentenze alle Pubbliche Amministrazioni nel tempo di 120 giorni, per la situazione delle maestre /i DM. Di fatto si parla di congelamento perché non viene presa nessuna decisione ma si sposta il problema in avanti di 4 mesi e questo anche per i docenti di ruolo che da questa disposizione non hanno nulla di garantito. La motivazione è che si cerca di “studiare” un provvedimento consono, atto a risolvere l'intricata questione delle maestre/i DM che da anni garantiscono il funzionamento della scuola ma allo stato attuale non hanno alcuna prospettiva di immissione in ruolo.

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I COBAS nella loro storia trentennale hanno rappresentato su ogni campo l'impegno a combattere contro ogni forma di discriminazione razzista, sessista, di classe; e a denunciare ogni forma di violenza.

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Mercoledì al circolo didattico Leopardi di Napoli una maestra della scuola dell’infanzia è stata aggredita, picchiata e mandata in ospedale da una mamma forse poco soddisfatta di come venisse educato il proprio pargoletto.

E’ l’ennesimo caso di una ormai lunga serie di aggressioni fisiche e verbali alle quali sono sottoposti, da parte di genitori o alunni, i docenti della scuola italiana, dall’infanzia alle superiori.

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Una accampata permanente a Montecitorio fino alla soluzione positiva della vertenza

Fin dalla emanazione dell’inaudita e inaccettabile sentenza del Consiglio di Stato che intende annullare i diritti acquisiti dalle maestre/i DM (diplomate/i magistrali), i COBAS hanno sostenuto con la massima forza le decine di migliaia di docenti che, utilizzati/e per tanti anni a stipendi miserabili (in media 10 euro l’ora), si vorrebbe ora respingere nella precarietà più totale. Lo abbiamo fatto proponendo due elementi a nostro avviso fondamentali per il successo della lotta: una piattaforma che non dividesse ulteriormente il mondo del precariato, e una struttura decisionale unitaria del movimento di lotta.

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Mentre dalla Siberia il Burian sta abbassando tutte le colonnine di mercurio delle nostre temperature, un'altra ondata di gelo sta scuotendo Roma in queste ore. Su via dell'aeroporto 129, sede dell'Unione Sindacale di Base, in questi giorni fioccano lettere di disdetta di adesione da un'ingente parte del comparto del Commercio.

Non solo un cospicuo numero di dirigenti provinciali e nazionali, ma soprattutto intere strutture di delegati, membri di vari organismi statutari e iscritti del Settore, stanchi di subire ostracismo politico dall'organizzazione sindacale, hanno congiuntamente deliberato un'uscita di massa, e deciso di costituirsi nei COBAS.

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