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VITTORIA CONTRO L’ADESIONE FORZATA AL FONDO PRIAMO!!!

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Abbiamo vinto la nostra battaglia!!

L’art. 38 del contratto collettivo autoferrotranvieri non può obbligare ad aderire al Fondo Priamo i lavoratori che non lo vogliano!!

Consentenza n. 212 del 9 giugno 2020 il Tribunale di Firenze ha ritenuto che l’art. 38 non imponga alcun obbligo ai lavoratori che si rifiutano di aderire al Fondo Priamo. Il Giudice ha stabilito infatti che l’iscrizione è illegittima se il lavoratore chiede di non essere iscritto e ha ordinato la cancellazione dal Fondo Priamo dei lavoratori che hanno fatto ricorso.

Hanno tentato di imporci l’adesione ai Fondi già dal 2007 con il meccanismo insidioso del silenzio assenso per trasferire il TFR, poi, visto che in pochi avevano aderito, nel 2015 avevano dovuto escogitare il sistema delle “adesioni contrattuali”previste nell’ultimo CCNL per far aderire obbligatoriamente i lavoratori, che ancora non lo avevano fatto, con l’unico scopo di far salire il numero degli iscritti (e dei capitali) e mascherare il loro fallimento.

TRA PANDEMIA E CRISI

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Il COVID-19, oltre i lutti e le sofferenze, ha portato allo scoperto problematiche troppo a lungo ignorate. Ha evidenziato l’alto tasso di precarizzazione del lavoro e le disuguaglianze sociali in una prospettiva preclusa al miglioramento  occupazionale ed economico; 

Basta con la Didattica a Distanza, la Scuola è un'altra cosa, a settembre tutte/i in classe in sicurezza.

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Tutti/e a scuola in sicurezza. No alle classi pollaio. Sì all’assunzione di docenti ed ATA. Sì a investimenti nell’edilizia scolastica

Nel corso degli anni, abbiamo assistito a un costante incremento del numero di alunne/i per classe, che oggi, sulla base delle norme esistenti potrebbero  arrivare fino a 30 e oltre. Invece di ridurre le "classi pollaio", come affermato pubblicamente, il Governo, tramite gli Ambiti Territoriali Provinciali (gli ex Provveditorati) sta comunicando in questi giorni che salteranno molte prime classi della scuola secondaria di I e II grado e molte terze classi nella secondaria di II grado. In queste condizioni, è penalizzato il percorso didattico-educativo e non è garantito nessun “distanziamento”. In sostanza, invece di consentire la ripartenza della didattica in presenza a settembre con aule meno affollate, il Ministero preferisce approfittare dell'occasione per ridurre classi e organici e, nel frattempo, carica su docenti e ATA tutte le difficoltà legate al recupero delle attività che in quest'anno scolastico non si sono potute svolgere per effetto dell'attuale sospensione.

DICIAMO NO ALLA “LOTTERIA DELL’ELEMOSINA”

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In questi tre mesi di pandemia il governo ha costantemente snocciolato cifre relative alla distribuzione di milioni di euro tali da dare la sensazione di vivere in una " lotteria Italia", che però come una “lotteria" premia in modo diseguale e non vede tutti beneficiari".

Purtroppo la realtà è una sola: ai padroni vengono destinati centinaia di miliardi con aiuti economici e sgravi fiscali mentre a lavoratori e lavoratrici, a precari e disoccupati, restano solo le briciole.

LA MINISTRA DICE DI VOLER ELIMINARE LE “CLASSI POLLAIO”

MA INTANTO IL MINISTERO TAGLIA LE CLASSI

 Da diverso tempo la Ministra Azzolina approfitta di ogni occasione pubblica per dichiarare la propria contrarietà alle“classi pollaio”e la sua disponibilità a eliminarle. Nell'attuale contesto emergenziale la situazione assume connotati ulteriormente preoccupanti, derivanti dalla necessità ineliminabile di quel“distanziamento”che è considerato l'unico presupposto sicuro per impedire il diffondersi del contagio da coronavirus.

Concorso scuola per soli titoli.

Contro il precariato a vita

Il 28 aprile sulla Gazzetta Ufficiale sono stati pubblicati i bandi dei concorsi per la scuola. Sulla necessità dell'indizione dei concorsi ordinari c'era una condivisione unanime mentre assurda ci appare la scelta forzata di voler far svolgere il concorso straordinario per la secondaria con prova selettiva da tenersi questa estate quando la stessa ministra non è neanche in grado, data l'emergenza coronavirus, di poter affermare con sicurezza se le scuole a settembre potranno riaprire.

CORONAVIRUS, SANITA’ e RIORGANIZZAZIONE

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Sull’emergenza COVID-19, a distanza ormai di quasi 4 mesi dalla sua insorgenza, che ha impattato duramente il nostro SSN, possiamo oggi fare delle riflessioni più approfondite e trarne le prime conclusioni.

A livello mondiale ogni governo ha attuato il suo modello in politiche sanitarie e  ognuno ha risposto a modo suo con interventi diversi.

Le gravi responsabilità dei governi e delle burocrazie statali nella Corona-pandemia

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Circola molto la tesi che la pandemia non dipenderebbe dal Coronavirus di per sé, né dall’occultamento per almeno un mese dell’inizio dell’epidemia in Cina, né dalla inaudita impreparazione di quasi tutte le burocrazie statali e governi mondiali; bensì dal “culto” del libero mercato che non avrebbe consentito di mettere in circolazione con anticipo un vaccino "statale" contro il Coronavirus. Poiché non ci si può aspettare nulla dalle case farmaceutiche, preoccupate solo della ricerca del profitto in tempi brevi, sarebbe spettato agli Stati – scrivono alcuni divulgatori scientifici "progressisti" - di investire a tempo debito in tutti i vaccini utili, visto che la maggioranza di tali Stati, nei paesi capitalisticamente sviluppati, disporrebbero di tutte le conoscenze e le tecnologie più avanzate. A parte che non è affatto vero che la maggioranza degli Stati, pur sviluppati, abbiano a disposizione più conoscenze e più tecnologie delle principali case farmaceutiche che di vaccini si occupano da tanti decenni, questi "divulgatori" sembrano avere idee ben vaghe sui vaccini e sulla loro efficacia.

PER UNA SOCIETA' DEI BENI COMUNI

Una giornata di dibattito sul libro di Piero Bernocchi
OLTRE IL CAPITALISMO
Discutendo di benicomunismo, per un’altra società.

Guarda gli interventi del Convegno

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