2015

Renzi ha finalmente sentito gli schiaffoni elettorali ricevuti dal popolo della scuola: ma vorrebbe cavarsela con un blando make-up del Ddl al Senato

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Decisivi gli scioperi degli scrutini di questa settimana: il blocco corale di essi è l’arma migliore per battere il Ddl “cattiva scuola”, imporre il No al preside padrone e ai quiz, e l’assunzione stabile dei precari 

Dalle ultime sue dichiarazioni sembrerebbe che Renzi abbia finalmente percepito gli schiaffoni elettorali affibbiatigli dal popolo della scuola pubblica e sospetti di aver fatto un bel po’ di errori nei suoi confronti. D’altra parte era impossibile anche per un Grande Imbonitore non prendere atto che la perdita di milioni di voti è dipesa in primo luogo dalle politiche neoliberiste del governo e in particolare dall’attacco sferrato stoltamente contro la scuola pubblica:

Lo sciopero degli scrutini parte in maniera trionfale in Emilia-Romagna, Molise, Lazio e Lombardia: gli scrutini effettuati non superano il 10%.

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Il 10 giugno entrano in campo Puglia, Sicilia e Trentino.

La maggioranza dei presidi non vuole i superpoteri, non segue le pessime direttive dell’ANP e non ostacola lo sciopero. Tanto più che i presidi ora sanno che, se il Ddl sarà approvato, dovranno cambiare scuola ogni tre anni o al massimo ogni sei, per non divenire “corrotti”.

E intanto al Senato il Ddl viene dichiarato “anticostituzionale” in Commissione.

La marea dello sciopero non conosce ostacoli.

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Anche in Puglia e Sicilia bloccati tra l’80 e il 90% di scrutini, e al 100% persino nelle scuole italiane all’estero, come ad Addis Abeba. Oggi in campo Liguria, Sardegna, Marche, Toscana, Umbria, Campania e Veneto.

Resi noti i risultati delle elezioni CSPI: anche il voto, dopo il lampante ruolo nelle lotte contro la cattiva scuola di Renzi e i quiz, conferma la piena rappresentatività dei COBAS. Ne prenda atto il MIUR e ci vengano restituiti i diritti sindacali.

E’ davvero inarrestabile la marea dello sciopero degli scrutini, che dilaga da una regione all’altra. Dopo l’Emilia-Romagna, il Molise, il Lazio e la Lombardia, anche in Puglia e in Sicilia le percentuali dello sciopero sono davvero travolgenti, per lo più tra l’80 e il 90%, mentre in tantissime scuole delle principali città il blocco è totale.

Mentre prosegue lo sciopero plebiscitario, con blocchi tra l’80 e il 90% degli scrutini,

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in Liguria, Sardegna, Marche, Toscana, Umbria, Campania e Veneto, oggi e domani si sciopera anche in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta. E in tantissime scuole è uno “sciopero a scrutinio zero”.

Affannosi tentativi di mediazioni a perdere all’interno del PD per salvare la cattiva scuola, evitando l’unica cosa giusta: ritiro del Ddl ed emanazione di un decreto per i precari.

Il 17 giugno il voto finale in Commissione, prima del passaggio in aula. A Roma manifestazione unitaria al Pantheon (ore 17) per la bocciatura del Ddl.

Concluso (tranne l’Alto Adige) lo sciopero degli scrutini con un risultato straordinario.

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Oltre centocinquantamila classi bloccate e nel 40% delle scuole “scrutini zero”.

Ma il governo non prende atto della coralità della protesta, tenta di tappare i buchi con pezze impresentabili e non si rassegna a ritirare il distruttivo Ddl della “cattiva scuola”

Il 17 giugno, in occasione del voto in Commissione, proteste in tutta Italia: a Roma manifestazione al Pantheon (ore 17). E se il Ddl arriverà in Aula per il voto finale (forse tra il 23 e il 25) promuoveremo una mobilitazione nazionale unitaria con iniziative in ogni città

Il governo, dopo lo sciopero plebiscitario degli scrutini, prende altri ceffoni elettorali.

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Non ha la maggioranza né in Commissione (dove voterà stanotte e domani) né in Aula, ma prosegue la sua distruttiva e suicida “campagna di Russia”. Renzi, sei circondato: arrenditi!

Domani, 17 giugno, proteste in tutta Italia: a Roma manifestazione al Pantheon (ore 17) per il ritiro del Ddl “cattiva scuola”

Ci dicono che Matteo Renzi, frastornato dai ripetuti schiaffoni elettorali e dal clamoroso calo di consensi, intenderebbe addirittura mettere la fiducia sul Ddl “cattiva scuola”, a costo di far saltare il governo ed andare a catastrofiche – per lui e il PD - elezioni politiche. Per certi versi si può capire lo sbandamento del Grande Imbonitore.

Renzi si è arreso, ma vendicandosi meschinamente sui precari.

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Comunque, il ritiro del Ddl, a meno di clamorose smentite, è una grande vittoria che il popolo della scuola mette a disposizione di tutti i settori popolari: il liberismo, l’austerità, le privatizzazioni si possono battere come stiamo sconfiggendo la cattiva scuola. 

La mobilitazione prosegue per ottenere un decreto per l’assunzione stabile dei precari secondo la sentenza della Corte di giustizia europea. Confermate le iniziative in tutta Italia di oggi (a Roma manifestazione al Pantheon, ore 17) e della prossima settimana tra il 23 e il 25.   

24 ore dopo aver annunciato la resa e la vendetta sui precari, buffonesca giravolta di Renzi

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che tenta di rianimare in extremis il suo moribondo Ddl “cattiva scuola”, ricattando puerilmente il popolo della scuola e le opposizioni interne.

Ma la mobilitazione si intensifica per seppellire definitivamente il Ddl-zombie e per lo stralcio del decreto stabilizza-precari. Manifestazioni anche oggi e domani; e martedì 23, quando si riunirà la Commissione, in piazza in tutta Italia

Avevamo preso sul serio l’annuncio di resa sul Ddl “cattiva scuola” e la contemporanea, puerile vendetta contro i precari, sbandierati da Renzi in pompa magna a “Porta a porta” martedì sera. D’altra parte era inevitabile, di fronte ad un presidente del Consiglio che annuncia ufficialmente - in quello che molti hanno definito “il terzo ramo del Parlamento”- una decisione così rilevante. Ma si potrebbe obiettare: questo vale in un paese “normale” e con un capo del governo “normale”.

Renzi tenta di rianimare in extremis il Ddl “cattiva scuola”, ricattando il popolo della scuola e le opposizioni interne

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La mobilitazione si intensifica per seppellire definitivamente il Ddl e per lo stralcio del decreto stabilizza-precari. Manifestazioni in tutta Italia martedì 23, quando si riunirà la Commissione. A Roma davanti al Senato (alle 17) a P.za Vidoni e Cinque lune. In piazza anche il 24 e il 25, al passaggio in Aula del Ddl.  

 Dopo l’annuncio di resa sul Ddl “cattiva scuola” e della contemporanea vendetta contro i precari, fatto da Renzi a “Porta a porta” il 16 giugno, lo sciagurato Giovin Signore si è auto-smentito e tenta di rianimare in extremis il suo detestato, da chiunque abbia a cuore le sorti della scuola pubblica, disegno di legge. Martedì 23 il governo presenterà un “maxiemendamento” in Commissione cultura e se l’opposizione non si arrenderà probabilmente trasferirà direttamente il Ddl in Aula, imponendo il voto di fiducia. Sembrava che, almeno in extremis, la grandiosa mobilitazione del popolo della scuola pubblica e i clamorosi e ripetuti tracolli elettorali del PD avessero riportato alla ragione il  governo.

Renzi, sei circondato, arrenditi! Domani in piazza per il ritiro del ddl a Roma (Pantheon, ore 17) e in tutta Italia

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Il governo, dopo lo sciopero plebiscitario degli scrutini, prende altri ceffoni elettorali, non ha la maggioranza né in Commissione (dove voterà stanotte e domani) né in Aula, ma prosegue la sua distruttiva e suicida “campagna di Russia”. Renzi, sei circondato: arrenditi!

Domani, 17 giugno, proteste in tutta Italia: a Roma manifestazione al Pantheon (ore 17) per il ritiro del Ddl “cattiva scuola”

Ci dicono che Matteo Renzi, frastornato dai ripetuti schiaffoni elettorali e dal clamoroso calo di consensi, intenderebbe addirittura mettere la fiducia sul Ddl “cattiva scuola”, a costo di far saltare il governo ed andare a catastrofiche per lui e il PD elezioni politiche. 

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