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Il 10 novembre sciopero generale contro le politiche economiche e sociali del governo Gentiloni

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I COBAS, insieme all’USB (Unione sindacale di Base) e alla CIB- Unicobas, hanno convocato lo sciopero generale nazionale di tutte le categorie e comparti pubblici e privati per l’intera giornata del 10 novembre 2017.

Lo sciopero generale è indetto contro le politiche economiche e sociali del governo Gentiloni, del tutto allineate a quelle distruttive dell'Unione Europea, in particolare in vista della presentazione della prossima Legge di Stabilità nella quale il governo non ha alcuna intenzione di introdurre elementi di reale discontinuità con la nefasta “austerità”, con la dilagante precarietà del lavoro, la riduzione dei salari, dei redditi e delle pensioni, il decennale blocco contrattuale nel Pubblico impiego e nella scuola, l’aziendalizzazione privatistica della Scuola, della Sanità e di tanti servizi pubblici e Beni comuni

COOP CENTRO ITALIA CONDANNATA PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

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Il Giudice del Tribunale di Terni Manuela Olivieri ha condannato la COOP CENTRO ITALIA per comportamento antisindacale e ha ordinato alla stessa COOP di autorizzare l’assemblea della RSU COBAS e di consegnare al sindacato di base le chiavi della bacheca aziendale.

Convegno a Torino il 1 ottobre

Nell’ambito delle iniziative NOG7 

riflessioni e proposte su lavoro, reddito, welfare e società

nell’era della precarizzazione e della robotica

“Le risposte

alla società negata”

Tra perdita del lavoro-welfare, precarietà dell’esistenza

e reddito universale: il bisogno di costruire

 alterità, progetti di riscatto e di ricostruzione solidale

 

 

 

 

 

 

NO al G7 , per la ripresa del movimento di lotta

E’ una politica in cui il governo italiano è completamente immerso e che da tempo attua con leggi di svuotamento dei diritti del lavoro (Fornero, Jobs Act) e di impoverimento dello stato sociale e dei servizi pubblici  (“buona scuola”, riduzione della assistenza sanitaria, tagli alle pensioni e allungamento della età pensionabile). Non è un caso che in   Italia il G7 Lavoro lo facciano a Torino (anche se defilati in periferia), un’area metropolitana che ha sofferto tutte le politiche del potere,  prima col suo uso e consumo a vantaggio del profitto privato e poi come modello del deserto industriale e della marginalizzazione.
Torino dove ora la Fiat si appresta a dare il colpo finale e buttare fuori dalla fabbrica buona parte (o tutta?) di quella comunità operaia che negli anni è stata ridotta ad un simulacro di quello che fu;  Torino che è ora anche un banco di prova negli appalti (pubblici e non, sanitari e non) dello smantellamento dei contratti di lavoro con la complicità fattiva delle istituzioni, o che è addirittura terra di saccheggio da parte di consorzi e gruppi economici che propongono contratti di lavoro in cui tutto (orari, turni, preavviso di chiamata, ferie, permessi) è indefinito e in cui l’unica cosa certa per il lavoratore è l’obbligo a rimanere sempre e comunque “a disposizione” e a non lamentarsi del maggiore sfruttamento. Dove si utilizzano i trasferimenti a centinaia di chilometri di distanza come arma di ricatto per accettare sconvolgimenti di orari e sottrazione di diritti, o dove li si mette in atto come “incentivo” all’esodo. Dove tutta questa nuova “flessibilità” in mano ai padroni non frena affatto la chiusura di fabbriche e uffici ma anzi la incentiva e la rende più logica, quasi “naturale”.
Venerdì 29 settembre abbiamo dichiarato

SCIOPERO per tutta la giornata

per tutto il lavoro pubblico e privato di Torino e provincia

e per la sanità pubblica e privata per tutta la Regione Piemonte

(con la sola esclusione del trasporto pubblico locale e del trasporto aereo e ferroviario)

A PROPOSITO DI VACCINI E DI SCUOLA

Il disagio che si sta creando sulla questione vaccini era facilmente prevedibile. Due settori pubblici ampiamente sotto-dimensionati dai tagli pesantissimi degli ultimi anni (ASL e Scuole) vengono investiti di ulteriori nuove incombenze. Le segreterie scolastiche, ridotte ai minimi termini per il personale e addirittura impossibilitate dalla legge a nominare supplenti, non sono in grado di smaltire ulteriore lavoro burocratico; e anche i presidi cominciano a dare forti segnali di insofferenza rispetto alle sempre maggiori incombenze a cui la legge via via li chiama, fino alle attuali responsabilità di sicurezza sanitaria (dal prossimo anno la composizione delle classi dovrà tenere conto anche della situazione vaccinale dei singoli studenti).

CI HA LASCIATO MARCELLO PANTANI

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UN GRAVE LUTTO PER I COBAS DI PISA E PER TUTTI COLORO CHE LOTTANO PER I DIRITTI E LA DIGNITA’ DI LAVORATRICI E LAVORATORI.I

Il 12 settembre a mezzogiorno ci ha lasciato il compagno Marcello, dopo una breve e maligna malattia contro cui ha lottato coraggiosamente fino a quando ha potuto.

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Il successo dello sciopero dei trasporti, indetto unitariamente il 16 giugno scorso dal sindacalismo conflittuale e alternativo, ha confermato quanto sia importante, al di là della divisione organizzativa, l’unità d’azione in occasione di lotte specifiche o scioperi nazionali. Essa mette in atto un moltiplicatore di forze che mobilita una massa di lavoratori/trici ben più ampia della somma delle forze promotrici. Seppure è vero che l’eccessivo “pluralismo” di sigle, spesso con programmi pressoché identici e con nomi che si copiano e si clonano all’inverosimile, sconcerta non poco i lavoratori/trici, essi/e giudicherebbero già un vistoso passo in avanti sesi realizzasse una sistematica unità d’azionetra tali strutture. Ed in tal senso è decisiva la scelta di date unitarie per lo svolgimento di scioperia carattere nazionale, i quali, difficili anche di fronte a convocazioni unitarie, appaiono velleitari e autolesionisti quando si frantumano in più indizioni effettuate, in un breve lasso temporale, da sigle quasi indistinguibili tra loro.

In ricordo di Marco Bartoli

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Marco Bartoli, 47 anni, appartenente a quella classe operaia "rude e pagana" che ha tentato l'assalto al cielo, ci ha lasciato rientrando a casa dalla Thyssen Krupp, ammazzato da un infarto.

Comunicato COBAS su Provvedimenti disciplinari Ospedale SPALLANZANI

LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE NEI LUOGHI DI LAVORO SOTTO ATTACCO

Nella prima metà di Agosto un rappresentante sindacale e una delegata Cobas dell’ Ospedale Spallanzani di Roma  hanno ricevuto un provvedimento disciplinare pari a 4 mesi di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione a seguito di una contestazione disciplinare.

VODAFONE - 20 GIUGNO SCIOPERO NAZIONALE INTERO TURNO DI LAVORO - PRESIDI A ROMA

IN OCCASIONE DELLO SCIOPERO NAZIONALE VODAFONE INDETTO DALLA O.S. COBAS DEL LAVORO PRIVATO PER MARTEDI’ 20 GIUGNO, i lavoratori Vodafone si riuniranno a Roma in due presidi:...

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI, sede di VIA FORNOVO 8, dalle ore 10.00 alle ore 12.00
 per presentare esposto per richiedere l’intervento degli organismi ispettivi a verifica di 10 anni di vessazioni, che oggi proseguono con il trasferimento discriminatorio da Ivrea a Milano di chi ha vinto una causa di reintegro e di chi ha esenzioni alla risposta telefonica per problemi di salute

PIAZZA DI MONTECITORIO dalle ore 15.00 alle ore 17.00
 per richiedere a tutte le forze politiche una doverosa presa di posizione su questa eclatante vicenda.

PER UNA SOCIETA' DEI BENI COMUNI

Una giornata di dibattito sul libro di Piero Bernocchi
OLTRE IL CAPITALISMO
Discutendo di benicomunismo, per un’altra società.

Guarda gli interventi del Convegno

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